Sinodo, ovvero economia integrale

Sinodo, ovvero economia integrale

Che cosa significa camminare insieme in economia oggi?  Il pianeta è un primo destinatario del Sinodo, perché per troppo tempo gli esseri umani hanno camminato, troppo velocemente, senza portare con sé la natura e il pianeta.

di Luigino Bruni

pubblicato su Il Messaggero di Sant'Antonio il 13/01/2022

Il cammino sinodale aperto dalla Chiesa Italiana potrebbe avere significativi effetti anche per l’economia ed è bene che ce li abbia, perché un evento ecclesiale così importante che non arrivi a cambiare anche la vita economica, che è quella dove si addensano le maggiori opportunità e le maggiori ingiustizie, vedrebbe ridurre di molto la sua portata, oltre al fatto che ciò impedirebbe che questa grazia collettiva diventi veramente storia. Sinodo significa in greco «camminare insieme», ed è quindi una parola che sottolinea il valore della comunione all’interno della comunità ecclesiale.

Ma che cosa significa camminare insieme in economia oggi? Il pianeta è un primo destinatario del Sinodo, perché per troppo tempo gli esseri umani hanno camminato, troppo velocemente, senza portare con sé la natura e il pianeta. E così l’oikonomia del pianeta si è allontanata dall’economia degli umani, sono diventate nemiche. La seconda è cresciuta a scapito della prima e si è spezzato quell’ordine della creazione impresso da sempre nelle cose. Quindi la dimensione ecologica, l’ecologia integrale, è un altro nome di questo Sinodo che perciò va letto insieme al magistero di papa Francesco, al movimento dei Fridays for Future, alla Laudato si’. O questo Sinodo sarà integralmente ecologico, o non sarà, come ci ha insegnato san Francesco col suo Cantico cosmico.

Inoltre «camminare insieme» deve portare a un cambiamento sull’inclusione degli scartati dal sistema capitalistico, di coloro che non riescono a reggere il passo sfrenato della nostra economia: anche questa è ecologia integrale, dove il grido della Terra e il grido del povero sono lo stesso grido. Un obiettivo che va cercato non solo e non tanto accelerando il passo di chi è rimasto indietro, ma rallentando quello di chi è avanti, perché la Terra non regge più l’impronta ecologica dell’uomo sfrenato.

Un Sinodo per l’economia, per gli economisti, per il lavoro e le imprese, deve dunque diventare conversione a forme di produzione più partecipative perché sinodalità può e deve diventare anche una parola dell’economia.Infine il Sinodo dovrebbe condurre l’Italia (e non solo) a un consumo di beni e servizi capaci di camminare insieme alla giustizia, alla lotta alle miserie e alla fame nel mondo. Non è più tollerabile che una parte del mondo spenda per dimagrire e per curare le malattie del sovrappeso una cifra ormai vicina a quella che servirebbe all’altra parte del mondo per sopravvivere e condurre una vita decente.

Abbiamo riempito il pianeta di merci (la massa totale delle costruzioni umane ha ormai superato la biomassa totale della natura), spesso l’abbiamo fatto più bello con i nostri manufatti, ma non sarà mai abbastanza bello se non impareremo finalmente a camminare insieme. Se questo processo sinodale non darà vita anche a una economia diversa da questa attuale, i suoi effetti saranno di gran lunga ridimensionati, perché una vita ecclesiale che non abbraccia anche l’economia, le imprese, le banche e il lavoro è troppo piccola, tradisce la Bibbia e il Vangelo, e non riesce a cambiare il mondo. 

Oggi l’economia è la nuova grammatica sociale e se il cristianesimo vuole continuare la sua tradizione sociale e civile deve fare di tutto perché i cristiani, come singoli e come comunità, non distolgano mai lo sguardo dagli effetti economici della loro fede, perché il primo «camminare insieme», il primo bisogno di unità e di comunione, è quello tra le varie dimensioni della nostra vita cristiana che non devono più camminare separate le une dalle altre. 

Credits foto: © Giuliano Dinon / Archivio MSA 


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